Quel che vedi
Aprile 15, 2008Accendi una sigaretta, vuoti il bicchiere, ti guardi intorno senza vedere nessuno. Sentire le voci vicino e lontano da te, percepire la gente ridere, discutere. Finisci di fumare e vai in strada. Il freddo non è molto violento, ti stingi un po’ dentro al cappotto e ti allontani lentamente. Una di quelle notti che non hai voglia, che non vuoi, che non ci sei, che non ci stai; una di quelle notti in cui niente può accadere. Come un attacco di panico: quell’angosciante sensazione di catastrofe incombente che rende il mondo fragile intorno a te, dentro di te, come camminare su di un prato di cristalli, attento ad ogni passo, ad ogni respiro, i cristalli sono dentro te. Ti rendi poi conto che in fondo, un motivo per urlare non c’è, almeno non per te. Girare l’angolo e trovarsi dentro una di quelle notti in cui tutto può accadere.